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    <title>Testimonianze, news e blog</title>
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      <title>A Mamma Licia, da Napoli</title>
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      <pubDate>Fri, 29 May 2009 09:47:36 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://settimioelicia.ffiteramo.it/Settimioelicia/Blog/Voci/2009/5/29_A_Mamma_Licia,_da_Napoli_files/5-leveled.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://settimioelicia.ffiteramo.it/Settimioelicia/Blog/Media/object003_1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:254px; height:196px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Ave Maria.&lt;br/&gt;È una grande  grazia per il nostro cuore il poter manifestare la gioia di aver conosciuto di persona Mamma Licia come affettuosamente ci sentiamo di poterla chiamare. Risale, infatti, a circa 15 anni fa il nostro incontro ravvicinato con Mamma Licia. Eravamo a Frigento,  nei pressi del Santuario del Buon Consiglio nell’Oasi di P. Pio. Dopo il pranzo ci eravamo fermati a parlare con lei, io Pino Fiorentino, mia moglie, Mariarosaria Fiore, e Carmen uno dei nostri  quattro figli. Ci colpì la luminosità, la serenità e la fede di questa donna, dalla figura di una nobildonna. Scambiando dei pensieri con lei, capimmo che avevamo di fronte una donna speciale, per la sua fede espressa e per la grazia che uscivano dalle sue parole nei nostri confronti e per come lei aveva vissuto e, ancora, per l’amore con cui aveva accudito la sua numerosissima famiglia. Sapevamo che era la mamma di P. Stefano, ma solo dopo capimmo e ci rendemmo conto di chi avevamo di fronte. Volle tenere stretta a se la nostra allora piccola Carmen,  riempiendola di coccole e di carezze. Poi, rivolgendosi a mia moglie, le disse che era una buona mamma e senza ben conoscerla le disse con certezza che era generosa, e questo posso confermarlo anche io dopo 28 anni di matrimonio. Alla fine della visita facemmo con Mamma Licia una foto ricordo, che ancora oggi custodiamo gelosamente,  orgogliosi di averla potuta conoscere e abbracciare a noi . Noi oggi ci ritroviamo a pregare per lei,  affidandole le nostre richieste da presentare a Dio affinché  ci renda sempre più una famiglia cristiana.&lt;br/&gt;Pino e Mariarosaria Fiorentino</description>
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      <title>Il prof. Settimio Manelli (1886-1978)</title>
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      <pubDate>Tue, 19 May 2009 18:55:24 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://settimioelicia.ffiteramo.it/Settimioelicia/Blog/Voci/2009/5/19_Il_prof._Settimio_Manelli_%281886-1978%29_files/2.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://settimioelicia.ffiteramo.it/Settimioelicia/Blog/Media/object001_1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:254px; height:196px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;di Padre Paolo M. Siano, FI&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;«È un cristiano “tutto d’un pezzo”!». Con queste lapidarie parole San Pio da Pietrelcina (1887-1968) ha definito uno dei suoi figli spirituali, il prof. Settimio Manelli (classe 1886). E questa «definizione splendida, lapidaria» è ricordata da uno dei 21 figli di Settimio: padre Stefano M. Manelli, Fondatore e Ministro Generale dei Frati Francescani dell’Immacolata. Ed è proprio padre Stefano che mi ha incaricato di offrire ai Lettori di questo Settimanale un breve profilo biografico del suo «impareggiabile» papà. &lt;br/&gt;Devo allora accostarmi alle testimonianze di coloro che hanno vissuto accanto a Papà Settimio (il papà del nostro papà). Al riguardo, le fonti che ho consultato sono: a) due volumetti editi dalla Casa Mariana Editrice di Frigento (AV): Vita di Papà Settimio, scritto da padre Stefano Manelli (20051) e Questa è la mia famiglia (19771, rist. 2002), scritto da un gruppo di figli che riportano testimonianze scritte del sig. Settimio e della sua sposa, la sig.ra Licia Gualandris (1907-2004); b) il recente libro Settimio Manelli. Una mente grande e un nobile cuore, s.l., 2006, scritto da Maria Teresa Manelli in Brancato, una delle figlie del prof. Settimio Manelli.&lt;br/&gt;Possiamo dividere la vita del prof. Manelli in tre grandi tappe. 1) 1886-1924: dalla nascita alla conversione, dalle tenebre alla Luce... 2) 1924-1968: alla scuola di San Pio da Pietrelcina; 3) 1968-1978: verso la mèta. &lt;br/&gt;Settimio Manelli nasce a Teramo, una ridente cittadina abruzzese, collocata tra il Mare Adriatico e la stupenda montagna del Gran Sasso d’Italia. È un giorno “speciale”, particolarmente benedetto dal Signore: è il 25 aprile, solitamente dedicato alla festa di san Marco Evangelista. Ma in quell’anno – 1886 – al 25 di aprile cade la Pasqua di Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo. Settimio Manelli è il terzo di sei figli. La sua famiglia – pur essendo buona di una bontà “naturale” – non vive in modo profondo la fede cristiana. Il nostro Settimio cresce senza guida spirituale, senza un serio esempio cristiano tra le mura di casa. Ma la Provvidenza veglia su di lui. È illuminante al riguardo un episodio avvenuto quando il nostro giovane aveva 15 anni. È lui stesso che, da adulto, lo racconterà a Padre Pio da Pietrelcina. &lt;br/&gt;Una mattina, all’alba, Settimio – giovane vivace ed irrequieto – si reca (come già altre volte) sulla spiaggia di Giulianova, per contemplare il sorgere del sole. Ma mentre fissa l’orizzonte, ecco che vede, non il sole, ma un’immagine della Madonna che lo guarda con dolcezza. Settimio non crede ai suoi occhi... Abbassa gli occhi e li rialza... L’immagine è là... Abbassa ancora gli occhi, li gira altrove, guarda altre cose (una barca, la sabbia...) poi rivolge ancora gli occhi all’orizzonte... La Madonna è ancora là! Settimio non può aver avuto abbagli. Non sa spiegarsi quel “fenomeno” e non gli dà importanza fino a che – dopo molti anni – incontrerà Padre Pio e un giorno, narrandogli quel dolce incontro, si sentirà rispondere dal Santo del Gargano: «[la Madonna] Ti è apparsa per farti da Madre!». Padre Pio vide giusto. La Madonna del mare, da buona Madre, vegliava sul giovane Settimio, privo di una vita familiare seriamente cristiana. Ci sono indizi più che ragionevoli a ritenere autentica quella breve, dolce e silenziosa apparizione mariana. Settimio non era affatto un “devoto” e né tantomeno un “fanatico” o un “bigotto”... Ma incontreremo ancora altri fatti miracolosi o prodigiosi avvenuti nella vita di Papà Settimio, il quale dopo la conversione rimase profondamente legato a San Pio da Pietrelcina.&lt;br/&gt;A Teramo, Settimio frequentò le scuole elementari, medie ed il liceo classico. Già da liceale era un apprezzato scrittore e poeta “in erba”. Dopo il liceo si iscrisse alla Facoltà di Lettere presso l’Università di Roma. Nel 1915 conseguì la laurea e si trasferì a Bologna per dedicarsi alle scienze giuridiche. Amava molto i classici greci e latini. Si impegnava tanto nello studio e ambiva alla cattedra universitaria della Facoltà di Lettere. In seguito abbandonò tale “ambizione” culturale per dedicarsi interamente alla sua nuova famiglia.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href=&quot;http://www.settimanaleppio.it/&quot;&gt;(Settimanale di Padre Pio, 21 ottobre 2007, Anno 6, n. 41, p. 4)&lt;/a&gt;</description>
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      <title>Chi vogliamo raccomandare...</title>
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      <pubDate>Mon, 18 May 2009 09:01:10 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://settimioelicia.ffiteramo.it/Settimioelicia/Blog/Voci/2009/5/18_Chi_vogliamo_raccomandare..._files/An08Nr02I01aAr01.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://settimioelicia.ffiteramo.it/Settimioelicia/Blog/Media/object004_1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:273px; height:192px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Chi vogliamo raccomandare a Papà Settimio e Mamma Licia?&lt;br/&gt;La risposta pare ovvia: in primo luogo le famiglie. Quelle già formate, quelle che si stanno formando, quelle che si dibattono nelle difficoltà tipiche di tutte le famiglie.&lt;br/&gt;Settimio e Licia hanno vissuto una vita familiare normale, accompagnata da tutte quelle incertezze e angosce che accompagnano chi deve pensare a come mantenere i propri figli e dare loro un avvenire sicuro. In tutto questo, però, mai si sono fatti prendere dallo stress, ma hanno sempre confidato nell’aiuto del Signore, della Vergine e di P. Pio. Aiuto che non gli è mai mancato.&lt;br/&gt;Il loro illustre figlio, P. Stefano M. Manelli, dice spesso che Licia, pur avendo dovuto badare a 21 figli, 8 dei quali morti in tenerissima età, con tutto lo strazio che questo può comportare per una madre, non ha mai avuto un esaurimento nervoso.&lt;br/&gt;Chi meglio di Settimio e Licia, quindi, può intercedere dall’alto per chi si trova in queste difficoltà?&lt;br/&gt;Il nostro invito, in attesa di avere una preghiera approvata per invocarli, è di ricorrere al loro aiuto e alla loro intercessione semplicemente chiedendo, come si chiede un favore ad un amico che si sa essere al contempo amico gradito al Sovrano.&lt;br/&gt;Qui a Teramo noi frati abbiamo fatto così per ben tre volte e non siamo mai stati delusi.&lt;br/&gt;Ma questa è una storia (anzi: sono tre storie) che vi racconteremo in seguito...&lt;br/&gt;Chi vuole condividere la gioia per l’intercessione sperimentata invocando Settimio e Licia ci mandi un’email all’indirizzo: &lt;a href=&quot;mailto:settimioelicia@ffiteramo.it/&quot;&gt;settimioelicia@ffiteramo.it&lt;/a&gt;</description>
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      <title>Initium</title>
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      <pubDate>Sat, 16 May 2009 12:20:02 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://settimioelicia.ffiteramo.it/Settimioelicia/Blog/Voci/2009/5/16_Initium_files/23cut-leveled.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://settimioelicia.ffiteramo.it/Settimioelicia/Blog/Media/object000_3.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:254px; height:196px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Ave Maria!&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Carissimi, con grande gioia annuncio la nascita di questo nuovo sito sui Servi di Dio Settimio Manelli e Licia Gualandris.&lt;br/&gt;Il sito nasce per volontà di P. Stefano M. Manelli, è curato da P. Giovanni M. Manelli  e P. Rosario M. Sammarco, e si avvale della collaborazione e delle testimonianze di varie persone.&lt;br/&gt;Sperando di fare il nostro meglio, affidiamo ai novelli Servi di Dio la diffusione di questo sito e i frutti che da esso potranno venire.&lt;br/&gt;A gloria di Dio e della Sua Madre Immacolata!&lt;br/&gt;P. Giovanni M. Manelli</description>
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